
Ottava sconfitta stagionale per il Napoli, la seconda (nelle ultime tre gare) subita in casa, nonché la seconda stagionale, dopo quella dell’andata, contro il Bologna di Vincenzo Italiano che, dopo aver vinto a Napoli con lo Spezia e la Fiorentina, ha conquistato i tre punti anche con il Bologna.
Serata nera per il Napoli e i Napoletani iniziata con la notizia del forfait di De Bruyne che in allenamento ha rimediato una ferita lacero-contusa al volto (si parla di quattro punti di sutura), sostituito dal brasiliano Giovane; tuttavia, nonostante il belga sia ritenuto, da più parti, un “problema” per il Napoli, una zavorra, uno che si pesta i piedi con McTominay e fa giocare male lo scozzese, il Napoli in campo non ha tratto nessuno giovamento dalla sua assenza (e lo stesso McTominay ha disputato una delle più brutte gare da quando veste la maglia azzurra), anzi, come già accaduto più e più volte in questa stagione, gli azzurri hanno subito gol nel primi dieci minuti. Dopo il gol di Bernardeschi il Napoli ha accusato il colpo e soltanto il palo ha evitato al Bologna di andare sullo 0-2 nel giro di pochi minuti, raddoppio che però i felsinei hanno trovato dopo poco su calcio di rigore concesso dopo revisione al VAR per un leggero contatto in area del rientrante Di Lorenzo sul piede di un avversario e realizzato da Orsolini (con Milinkovic-Savic, protagonista di una prova decisamente insufficienza, che aveva intuito il tiro senza tuttavia riuscire a scongiurare il gol).
Tuttavia nel recupero del primo tempo il Napoli ha accorciato le distanze proprio con Di Lorenzo, trovando una rete importante che ha restituito morale alla squadra e al pubblico. Nel secondo tempo il Napoli è tornato in campo più determinato e ha trovato subito il gol del pareggio con il brasiliano Alisson Santos. La squadra sembrava credere nella rimonta e ha cercato il gol del sorpasso e della qualificazione matematica alla prossima Champions League, e per un po’ è anche riuscita a chiudere il Bologna nella propria trequarti però senza riuscire a sfondare.
Con il passare dei minuti, tuttavia, la squadra ha perso man mano di intensità e i cambi di Conte (Gilmour e Spinazzola per Lobotka e uno spento Politano, così come quelli successivi di Elmas per Giovane e Mazzocchi per Gutierrez, con Spinazzola spostato a sinistra) non hanno cambiato l’inerzia della gara, anzi hanno consentito al Bologna di alzare il baricentro e trovare, in pieno recupero, il gol della vittoria per 2-3.
Ovviamente quando si perde parlare di cambi sbagliati e fin troppo facile ma il tifoso giustamente si chiede perché mettere Mazzocchi (che purtroppo quest’anno è stato protagonista di un’annata decisamente non positiva) e non, ad esempio, mettere Beukema centrale e avanzare Di Lorenzo sulla fascia? Così come è lecito chiedersi perché Politano, palesemente stanco e fuori forma, viene schierato sistematicamente dal primo minuto? E perché Milinkovic-Savic e Lobotka continuano ad essere preferiti a Meret e Gilmour? E poi Anguissa che ha passato? Possibile che non riesce più a recuperare? E Lukaku, se è rientrato e non è stato messo fuori rosa, perché non è stato convocato?
Tutte domande che non trovano risposta e che non fanno ad altro che alimentare le polemiche dei non pochi anti-Conte.
Da dopo l’ultima sosta per le gare della Nazionale, ossia da quando, a seguito della mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali per la terza volta consecutiva, è iniziato il “tormentone Conte” (da più parti indicato come futuro CT e, quindi, non più alla guida del Napoli), i partenopei hanno ottenuto otto punti in sei gare, frutto di due vittorie (con Milan e Cremonese in casa), due pareggi (a Parma e a Como) e altrettante sconfitte (entrambe in casa con Lazio e Bologna), viaggiando ad una media di 1,33 punti a partita e passando da sette punti di distacco dalla vetta agli attuali quindici. Fino alla sosta il Napoli aveva conquistato 62 punti in trenta gare, con una media di 2,06 punti a partita: evidentemente la “querelle Conte” (e tutte le voci che ne sono conseguite) ha arrecato più danni al Napoli di quanti ne aveva provocato una serie di infortuni senza precedenti nel campionato italiano!
(G.S.’76)
